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Marittima
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mwfaMarittima (mwfqMarìtima in mwfgdialetto salentino) è una mwfwfrazione di mwga1 982 abitanticite-ref-2[2] del mwhqcomune di mwhgDiso in mwhwprovincia di Lecce.

Collocata nel basso mwiqSalento, tra i centri di mwigCastro, mwiwAndrano e Diso, dista mwja48 km da mwjqLecce. La parte del paese che si affaccia sulla costa è denominata mwjgMarina di Marittima.

Contents

Storia
Altro
Sport
Eventi
Strade
Note

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Origini del nome

Secondo l'opinione prevalente il nome sarebbe semplicemente attribuibile alla vicinanza con il mare. Si ipotizza anche che il nome sia collegato ai fondatori del paese, che venuti dal mare, sarebbero stati chiamati mwkgmaritimi. E quindi mwkwMaritima indicava il luogo da loro abitato.

Storia

Non si hanno notizie certe sulle origini dell'abitato. Si suppone che Marittima sia stata fondata o comunque abitata dai mwlgMessapi e che abbia subito le stesse sorti dei paesi vicini, quali mwlwVaste, mwmaDiso, e mwmqCastro passando sotto il controllo dei mwmgRomani prima e dei mwmwBizantini, mwnaNormanni e mwnqAngioini successivamente.

Il primo documento scritto attestante la presenza del paese è del mwnw1277 quando dai registri angioini si apprende che in quell'anno un certo "Rubeo de Soliaco" fu nominato "Signore del Casale di Marittima". Nel periodo feudale Marittima fece parte della Contea di Castro, passando sotto il controllo di diverse famiglie signorili: mwoaOrsini Del Balzo, Gattinara, Ruiz De Castro, Lopez De Zunica, fino al mwoq1809 quando proprietaria di Marittima era la famiglia Rossicite-ref-3[3].

Nel pieno dell'età feudale la vita quotidiana dei contadini e pescatori del paese fu sconvolta quando il 28 luglio mwqw1537 i mwraTurchi, alleati dei Francesi contro il governo spagnolo del mwrqRegno di Napoli, presero mwrgCastro e distrussero diverse cittadine tra cui Marittima. Pochi anni dopo, nel mwrw1573, quando Marittima contava solo un centinaio di abitanti, il paese venne nuovamente saccheggiato (come molti paesi limitrofi) dai pirati mwsaSaraceni. Gli episodi di attacchi da parte dei corsari si ripetettero con frequenza fino agli inizi del mwsqXIX secolo. A difesa del mwsgSalento venne costruito un complesso sistema di torri di avvistamento che costellano tutta la costa. Tra la fine del mwswXV e gli inizi del mwtaXVI secolo venne eretta la bella mwtqTorre Lupo, situata a mwtg120 m mwtws.l.m. sull'alto sperone roccioso che digrada repentinamente verso il mare. Anche nel centro abitato furono costruiti diversi torrioni di difesa. Fu comune autonomo fino al mwua1809cite-ref-4[4].

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa di San Vitale

La chiesa madre di San Vitale fu ricostruita e ampliata agli inizi del mwxqXX secolo sui disegni dell'architetto sponganese mwxgFilippo Bacile di Castiglione. L'edificio fu riedificato una prima volta nel mwxwXVI secolo in seguito alle devastazioni turche e nel mwyaXVIII secolo per le gravi condizioni in cui versava la struttura. Presenta una semplice facciata in stile neoclassico con portale d'ingresso affiancato da due nicchie con le raffigurazioni di mwyqsanta Valeria e dei santi mwygGervasio e Protasio e sovrastato da una nicchia raffigurante mwywsan Vitale. Termina con un mwzatimpano mistilineo arricchito da tre statue lapidee. L'interno, impostato su una pianta quadrangolare suddivisa in tre navate, è movimentato da archi e cornicioni che terminano in una cupola centrale ellittica sul cui mwzqintradosso è affrescata la gloria della mwzgTrinità e la famiglia di mwzwsan Vitale. Sull'altare maggiore è posta una seicentesca mwaapala raffigurante mwaqSan Vitale a cavallo.

Santuario di santa Maria di Costantinopoli

Il santuario di santa Maria di Costantinopoli fu edificato nel mwca1610. L'origine della costruzione è legata al rinvenimento di un'icona su mwcqpietra leccese della mwcgMadonna di Costantinopoli. La sobria facciata è impreziosita da un pregevole portale barocco ultimato nel mwcw1691. Il campanile a pianta quadrata fu rifatto nel mwda1929. L'interno, ad aula unica rettangolare con mwdqvolta a crociera, è completamente decorato con stucchi settecenteschi. Lungo il perimetro della navata sono ospitati gli altari dell'mwdgImmacolata, del mwdwCrocifisso, di mweasant'Antonio da Padova e dell'mweqAddolorata. Sull'altare maggiore, risalente al mweg1660, troneggia in un ovale l'icona della Vergine col Bambino. La chiesa è sede della Confraternita dell'Immacolata istituita nel mwew1860.

Convento dei Padri Conventuali

Il convento dei mwfgPadri Conventuali, attiguo al santuario di Santa Maria di Costantinopoli, venne costruito tra il mwfw1615 ed il mwga1619, in quanto nel mwgq1614 non è riportato nell'elenco dei monasteri conventuali esistenti in mwggPuglia ma nel mwgw1621 esisteva già perché vi fu seppellita una certa mwhaCatrini. Compito della comunità religiosa del convento era quello di custodire il Santuario e curare un piccolo ospedale. Il convento venne soppresso una prima volta nel mwhq1652 a seguito della bolla Instaurandae di mwhgpapa Innocenzo X e riattivato nel mwhw1654. Il mwia1795 segnò la definitiva fine del convento. Nel corso degli anni è stato proprietà di famiglie diverse, i locali furono adibiti anche a fabbrica per la lavorazione del mwiqtabacco. L'edificio si distribuisce intorno ad un chiostro quadrangolare su cui si affacciano tutti gli ambienti conventuali. Dal mwig1998 il convento è adibito a struttura alberghiera.

Architetture militari

Torri difensive

Le torri difensive furono costruite dall'mwjgUniversitas di Marittima o da privati, a difesa del piccolo centro contro gli assalti pirateschi dei Turchi, soprattutto dopo le distruzioni di mwjwOtranto (mwka1480) e di mwkqCastro (mwkg1537 e mwkw1573). Originariamente cinque, ne rimangono quattro: Torre di Alfonso, Torre Baltassara, Torre della Piazza e Torre di Paolino Russi.

Torre di Alfonso

La più grande e artisticamente la più bella, Torre di Alfonso (dal nome del proprietario) è sita nel cuore antico della cittadina, in via Cellini. Venne ingentilita dal mwmgcordolo e da una balconata che adorna la facciata superiore. È a base quadrata.

Altro

Colonna dell'Osanna

La Colonna dell'Osanna, eretta nel 1620, chiamata in questo modo perché serviva durante la festa della mwnwDomenica delle Palme, nei cui pressi il clero benediceva i rami di ulivo e le palme dei fedeli in quel luogo, cantando l'Osanna. Originariamente si trovava al centro della piazza principale, poi venne rimossa nel 1926 e rimontata nel 1961 nei pressi del Santuario della Madonna di Costantinopoli. È in mwoapietra leccese sormontata da una croce. Il rito di far iniziare la processione delle palme dalla colonna fino alla chiesa parrocchiale è stato ripreso alla fine degli mwoqanni novanta del XX secolo.

Frantoio ipogeo

Della fitta rete di frantoi ipogei che si estendeva anticamente sotto l’intero manto stradale del centro storico, se ne conserva oggi soltanto uno, del mwpaXVII secolo, nei pressi della Torre di Alfonso. Non è insolito che un sistema di difesa si trovasse in connessione sia con un edificio residenziale, che con uno produttivo. Questo modello è forse la testimonianza di un fenomeno urbanistico pianificato, incentrato sul controllo diretto della mwpqproduzione olearia, del trasporto e dello stoccaggio, da parte del signore che amministrava l’attività. La maggior parte degli edifici del centro storico aveva infatti degli accessi sotterranei alle industrie ipogee, ormai in gran parte obliterate; come pure i frantoi dovevano essere tra loro interconnessi tramite un sistema di cunicoli, ora forse inaccessibili.

La mwpwproduzione d’olio è una delle principali attività, che ha sempre caratterizzato mwqal’economia di questo luogo. Si trattava di un impiego molto faticoso, mal pagato e di lunga durata. Gli operai non uscivano dal trappeto a volte per mesi, tant’è che molti frantoi prevedevano delle aree di ristoro, adibite a mwqqdormitori ed alla preparazione e consumo di cibi. Il lavoro si concentrava infatti interamente nella stagione invernale, mentre durante il resto dell’anno il personale si reimpiegava generalmente nelle attività marittime. Testimonianza di tale fenomeno permane in alcune espressioni del dialetto locale: mwqgnachiru era infatti sia il mwqwcapitano dell’imbarcazione, che l’operaio più esperto del frantoio; l’insieme di uomini che lavoravano in squadra era invece definito mwraequipaggiu sia nel trappeto, che a bordo.

Altri monumenti

• Palazzo Baronale mwsaMaglietta (1745)
• Palazzi e ville signorili ('700 - '800- '900)
• Torri Colombaie (1600)
• Frantoio Ipogeo

Galleria Santuario Madonna di Costantinopoli

Economia

L'economia era, sino agli anni ottanta, prevalentemente agricola e si basava sulla produzione di olio d'oliva, tabacco ed ortaggi. Attualmente l'agricoltura è praticata, sotto forma di passatempo, dai pensionati. La figura del vero contadino è quasi scomparsa. Il lavoro, in linea di massima, è garantito dal rapporto di dipendenza, in particolare nel pubblico impiego. L'età media della popolazione è tra le più elevate della provincia di Lecce, per via di un imponente esodo dei giovani verso città Italiane del Nord più ricche di offerta lavorativa. Negli ultimi anni Marittima, con la crescita turistica del Salento, ha registrato un incremento di strutture ricettive, agrituristiche e alberghiere.

Società

Bottega Equo-Solidale Marittima

Gruppo di giovani volontari della Parrocchia San Vitale Martire-Marittima impegnati nella divulgazione e sostegno dei principi del commercio equo-solidale & Sociale. Sede in via della Conciliazione, 11.

Sport

La Polisportiva Giovanile Salesiana "Onde Vive", legata alla parrocchia San Vitale Martire.

Eventi

• Fiera Madonna di Costantinopoli - prima domenica di marzo
• Festa patronale di mw7qSan Vitale - 28 aprile
• Sè-Menti in Festa - 3 agosto
• Festa mw8ade la mw8qcornula - 11/12 agosto
• Festa della mw8wmw9afica - 16 agostocite-ref-5[5]

Infrastrutture e trasporti

Strade

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

• mw-gStrada statale 16 Adriatica; mw-wLecce-mwaqaMaglie.
• Strada provinciale 363; mwaqiMaglie-mwaqmSanta Cesarea Terme

Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne: mwaquSP81 mwaqyVaste-Diso-mwaqcTricase-mwaqgGagliano del Capo, mwaqkSP82 Diso-mwaqoSpongano, mwaqsSP83 Diso-mwaqwVignacastrisi-mwaq0Castro.

mwaq8SP81 Gagliano del Capo-mwaraTricase-mwareVaste, mwariSP195 Gagliano del Capo-Litoranea mwarmOtranto-mwarqLeuca.

Ferrovie

La stazione ferroviaria più vicina è quella di mwarcSpongano posta sulla linea ferroviaria mwargZollino-Gagliano del Capo delle mwarkFerrovie del Sud Est.

Aeroporti

Gli aeroporti civili più vicini sono:

• mwaseAeroporto di Taranto-Grottaglie "Marcello Arlotta", che effettua servizi di linea per il traffico passeggeri con voli charter.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. censimento 2001
cite-note-22. mwas0Censimento Istat 2001 mwas4Archiviatomwas8 il 13 ottobre 2012 in mwataInternet Archivemwate..
cite-note-33. L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto - Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
cite-note-44. mwatkmwatomwatsStoria di Marittima, su mwatwcomunediso.it mwat0(archiviato dall'mwat4url originale il 5 novembre 2012).
cite-note-55. mwauimwaummwauqLa Festa della Fica a Marittima, su mwauuilgallo.org mwauy(archiviato dall'mwaucurl originale il 26 luglio 2011).

Voci correlate

• mwausDiso
• mwau8Torre Lupo

Altri progetti

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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Marittima